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dal 25 Maggio nell’ambito della Genova BE DESIGN WEEK 2023

TRE ALLA TERZA / ARTE SI FA DESIGN – a cura di Luisa Chimenz, Grazia Grasso, Alice Vigogna

Alberto Casiraghy, Eleonora Chiesa, Colla Super, Caterina Dondi, Luca Ferrando, Fumatto, Monika Gryko, Pietro Nicolaucich, Sea Gotie

PREVIEW 24 Maggioh 18.00 Spazio Giustiniani Genova

OPENING 25 Maggio h 18.00 Prisma Studio, Studio Archiquadro 

Giovedì 25 maggio dalle 18.00 PRISMA STUDIO in collaborazione con Temide store ha il piacere di presentare: Tre alla terza/Arte si fa design a cura di Luisa Chimenz, Grazia Grasso, Alice Vigogna. La mostra si articola in tre location nell’ambito della Genova BEDESIGN WEEK 2023: PRISMA STUDIO, Studio Archiquadro e Forma Design – Spazio Giustiniani. Il tema della Genova BeDesign Week 2023 è dedicato all’energia. PRISMA STUDIO ha voluto cogliere questa suggestione pensando a una mostra collettiva a cura di tre curatrici: tre voci, diversa formazione professionale e sensibilità rispetto alle tematiche dell’arte contemporanea. La mostra si sviluppa su tre location contraddistinte con diverso carattere e spirito espositivo. Offre, inoltre, momenti di condivisione corale e divulgazione al pubblico grazie a talk e workshop, in un’ottica di complementarietà rispetto alle narrazioni esposte.

Il numero tre, come disturbante, apparentemente disequilibrato, diventa prima espressione della mostra e nella sua moltiplicazione esprime il carattere di risonanza dell’energia che si trasforma, fluisce e cerca una sua dimensione ordinativa. Dunque, tre curatrici, tre spazi espositivi, tre principi della termodinamica e, infine, tre differenti modalità di espressione artistica.

Nei tre spazi espositivi saranno presenti tre modalità espressive: le opere andranno da una dimensione privata – caratterizzata da una lettura squisitamente personale dei principi – a una di condivisione totale con il pubblico, attraverso il multiplo e l’oggetto progettato, passando per una dimensione sociale e divulgativa, che prende posizione e comunica.

Gli artisti invitati sono stati chiamati ad articolare la propria narrazione intorno ai tre principi della termodinamica: assunto come maggiore il postulato del principio zero, le professionalità coinvolte vengono invitate a ragionare sugli scambi di energia tra il sistema e l’ambiente nell’arte, considerando la ricerca dell’entropia e le naturali evoluzioni dell’energia termica, quale la conservazione dell’energia stessa e la trasmigrazione del calore. Hanno realizzato ‘opere’, in linea con lo specifico carattere assegnato a ognuna delle location, confluendo in una trasformazione dell’espressione che da arte si fa design.

dal 25 Maggio a. 17 Giugno presso gli spazi esterni di Capozzi Antichità, in piazza Fontane Marose, è visibile sistema cielo  installazione pubblica di Caterina Dondi ; 

Programma :

Mercoledì 24 maggio Temide Store 17.00 inaugurazione dell’esposizione dei multipli in edizione limitata realizzata dagli artisti: Francesca Capra, Alberto Casiraghy, Eleonora Chiesa, Colla Super, Caterina Dondi, Luca Ferrando, Fumatto, Monika Gryko, Pietro Nicolaucich ;

Giovedì 25 Maggio PRISMA STUDIO dalle 18.30 “Tre alla terza, Guida Breve e Partecipativa” visita nelle tre sedi a cura di Alice Vigogna, in collaborazione con Marta Collu;

Venerdì 26 Maggio PRISMA STUDIO 18.30 TALK “Trasformazioni: dialogo sulla vita delle cose” a cura di Luisa Chimenz con Anna Chiari e Massimo Palazzi (UniGe) in dialogo con Caterina Dondi, Eleonora Chiesa e Fumatto;

Sabato 27 Maggio PRISMA STUDIO 16.30-19.00 WORKSHOP “Hands-on Polaroid – My personal Order” a cura di Grazia Grasso.
Sedi mostra :

PRISMA STUDIO: Vico dei ragazzi 14 R, Genova

Studio Archiquadro: Piazza delle Fontane Marose 5, Genova

Forma Design – Spazio Giustiniani: Piazza dei Giustiniani 30 R, Genova

orari apertura:

PRISMA STUDIO : mercoledì – sabato ore: 16-19 e/o su appuntamento

Studio Archiquadro dal 24 al 28 Maggio dalle 15.30 alle 19.00 – dal 29 Maggio al 17 Giugno su appuntamento.

studioprismagenova@gmail.com

10 Febbraio – 4 Marzo, FUMATTOGUESS WHO

Invito Guess Who by FUMATTO

PRISMA Studio ospita il nuovo progetto di FUMATTO. Prendendo spunto dal gioco da tavolo “indovina chi?” , l’artista, in un percorso interattivo condiviso con chi entra nello spazio, trasforma un gioco per bambini in uno scherzo per grandi. Alla base dell’interazione la trasformazione della realtà con una pungente critica all’esistente, immaginando di reinterpretare la quotidianità attraverso maschere e selfies con particolari filtri, guidati da tre domande fondamentali all’insegna del “rispondi a tre domande e ti dirò chi sei” 

FUMATTO, GUESS WHO Maschere, Spray su acetato 30x40cm ciascuna, 2022

Guess Who??? O meglio “Indovina Chi?” di FUMATTO

Un gioco-performance incentrato sulla “maschera”, feticcio ed alter-ego in simbiosi con le origini ancestrali dell’essere umano, ma non solo… Le 24 maschere su acetato con tecnica stencil e bomboletta spray con colori accattivanti e fluorescenti, degne di un vero dance floor tekno-Trance, sono, alcune, rivisitazioni di maschere africane, altre sono surrogati di personaggi mitici della nostra infanzia in chiave post-futurista. La maschera, alla quale i nostri antenati attribuivano poteri speciali, possiede da sempre una carica ed un potenziale magico e rituale con una funzione “mediatrice” tra Terra e Mondo Ultraterreno, medium tra la realtà effimera e l’effimero al di là. La “possessione” magico-spirituale che investiva coloro che la indossavano spesso confluiva in una sorta di rito “tribale” o in uno stato di “trance” guidata e condotta generalmente da un capo “sciamanico”.

Così Fumatto, durante il “gioco-performance”, ricrea una sorta di atmosfera “trance” attraverso il sottofondo sonoro e le luci di wood, e ci trasporta in una sorta di “dance floor” neo tribale. Davanti a noi le 24 maschere fittizie appese ci guardano: l’identità plurale si avvicina nell’era del “cyberspazio”. Se tutta la cultura artistica passata ruota attorno alla rappresentazione del “viso”, oggi il viso-maschera è sempre più scarnificato, reso virtuale, un “selfie” in continua mutazione. “Esserci come sostanza”, diceva Heidegger, ma in questo mondo oggi come farlo, in un mondo sempre più virtuale, dominato dal numero di “followers” e “likes”?

Possiamo oggi interrogarci sull’identità, su chi siamo in una dimensione culturale, cercando allo stesso tempo di de-costruire tutto ciò che viene proposto dal e nel contesto “multimediale” ? Fumatto approccia e affronta il tema attraverso una satira “anti-tecnologica”, demonizzando e portando l’essere umano, in questo caso il giocatore, a mettersi in gioco, ad interrogarsi e a riappropriarsi del proprio sé e di quella maschera ancestrale di cui ha dimenticato l’esistenza, a causa di quel surrogato fittizio del “selfie” che ormai si è impossessato di sé. Durante questo piccolo “gioco” Fumatto ci invita a riprenderci la maschera appartenente al nostro passato, alla nostra vecchia identità, così da staccarci per un breve tempo dai nostri profili “social”. Fumatto ci fa tre domande: tre quesiti interrogativi che non sono altro che un pretesto per rompere il ghiaccio e farci tornare un po’ a riflettere sulla nostra “vera” maschera ed essenza meta-virtuale, non puramente “selfica”.

( Manuela Oneto )

fino al 4 Marzo da giovedì a Sabato 16.00-19.00 o su appuntamento 
studioprismagenova@gmail.com

PRISMA STUDIO
vico dei ragazzi 14R Genova

Postcards From Ukraine + Openstudio group show [ PROROGATA al 3/12]

SABATO 3 DICEMBRE dalle 17.00 FINISSAGE con Sieva Diamantakos

PRISMA STUDIO, 8 Ottobre – 3 Dicembre [ da mercoledì a sabato 16/19.00 ]

Postcards From Ukraine – Installazione video dal film

Sabato 8 ottobre, nell’ambito della 18esima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiana), Prisma Studio presenta Postcards From Ukraine di Sieva Diamantakos

Nella prima sala dello Studio è presente una video-installazione realizzata con materiale del film edito e inedito, ideata dal regista appositamente per questa occasione. Il film è un documentario sulla crisi in Ucraina. Girato nel 2014, e uscito nel 2016, Postcards From Ukraine è un viaggio nel cuore di un paese che già all’epoca, dopo la proclamazione nel 2014 dell’indipendenza del Donbass, viveva un lacerante dissidio interno: da una parte l’ovest filoccidentale e orgoglioso della Rivoluzione di piazza Maidan; dall’altro l’est geograficamente, linguisticamente, culturalmente vicino alla Russia, orgoglioso della propria indipendenza, convinto di combattere contro la deriva fascista del Paese. Dopo aver viaggiato per tutta l’Ucraina, Sieva, ha scelto di concentrarsi su cinque giovani personaggi le cui vite sono state profondamente influenzate dagli eventi politici accaduti nel paese. I cinque protagonisti provengono da varie città e hanno diversi background. Il documentario riporta eventi, come il referendum per l’indipendenza della regione del Donbass e le elezioni presidenziali nazionali, tutti fattori che hanno portato i venti di guerra in Ucraina. E poi c’è l’influenza della propaganda di massa che completa il contesto in cui si muovono i personaggi. Dalla periferia di Donetsk, ai campi separatisti di Lugansk, ai posti di blocco di Mariupol e Crimea, alle ricche proprietà degli oligarchi a Kharkhiv, fino a piazza Maidan ancora occupata a Kiev. Postcards From Ukraine intende rappresentare una panoramica della nuova generazione dell’Ucraina; valori, sogni e ruoli che si svolgono in questa grande crisi europea.

GROUP SHOW – OPEN STUDIO : Parallelamente alla presentazione del lavoro di Sieva Diamantakos è visibile una collettiva in modalità open studio con lavori di : Enzo Cacciola Francesca CapraEleonora ChiesaLoredana GalanteJerome Lechevalier Massimo Palazzi Mona Lisa Tina, Giovanna Torresin

Proiezione del film sabato 15 ottobre ore 17.00 a cura di Grazia Grasso

info : studioprismagenova@gmail.con

graphic : Capra Pictures

comunicato stampa :

Venerdì 16 settembre dalle ore 17 presso Prisma Studio – nell’ambito della manifestazione Fluxus 1962 – 2022 – Sixty Years in Flux – si svolgerà l’azione How to explain pictures to a Live Rabbit, un esplicito omaggio a Joseph Beuys, citazione della performance del 1965 How to Explain Pictures to a Dead Hare con riferimento ulteriore alla celebre azione del 1974 I Like America and America Likes Me. Se, nell’azione di Beuys il corpo della lepre tenuto in braccio è privo di vita a rappresentare la trasformazione, la ciclicità della vita e della morte, nell’azione di Eleonora Chiesa il desiderio è di converIre tale presenza nel corpo vivo di un coniglio – che, dopo essere stato salvato da un allevamento, è ora coinvolto a condividere assieme a lei il tempo dell’azione. Un’immagine dilatata su un tempo di circa due ore in cui il pubblico assiste esternamente aLraverso la porta a vetri dello studio e che, secondo le indicazioni dell’arIsta resterà chiusa per preservare lo stato emoIvo dell’animale e consenIre uno stato di maggiore inImità. Durante l’azione l’arIsta cercherà di stabilire un contaLo con l’animale, nel rispeLo della sua etologia in quanto ospite temporaneo in un contesto ad esso estraneo. Ciò che essenzialmente viene recuperato dalla poeIca del maestro tedesco è l’invito a godere dell’arte in una modalità più isInIva, il rifleLere sulla fragilità, l’importanza della vita indipendentemente dalla sua forma in una rinnovata riflessione del rapporto tra essere umano e natura.

( Margherita Merega )

info : studioprismagenova@gmail.com

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