Re-Tape

Re-Tape

Fumatto, RE-TAPE #liberté #égalité #fraternité

a cura di Manuela Oneto

12 Aprile – 25 Maggio

Lo spettacolo è il momento in cui la merce,
gli oggetti feticci, diventano il centro della vita sociale.
Il consumatore reale diventa consumatore di illusioni”.

(Guy Debord “La societé du spectacle”)

Com stampa : Personalità eclettica, con un back-ground da street-artist nella capitale della moda e del design, Matteo Fumagalli, in arte Fumatto nasce con «la matita in mano», di mattottiana influenza, il suo segno grafico e la sua capacità creativa lo fanno introdurre presto nelle più grandi aziende di pubblicità e comunicazione di Milano, come «creativo». Attento osservatore della società contemporanea dei suoi cambiamenti ed evoluzioni, il suo lavoro è marcato da questa ironia verso la società al centro di un processo continuo ed in movimento. Recentemente la sua ricerca artistica l’ha portato ad utilizzare come «medium» e supporto materiali poveri ed effimeri, creando tutta una serie di disegni su bande di «scotch» di carta e con penne «bic»: quale strumento migliore se non questa superficie rimovibile di scotch adesivo per esprimere il suo concetto di vanità del tutto?

Il concetto RE-TAPE, viene scelto proprio in base al suo significato etimologico che sia in inglese (to retape) che in francese (retaper) esprime l’idea di rifare, riaggiustare, risistemare, rimettere a nuovo. Ecco il perché della scelta dell’artista di usare questi tipi di materiali da cancelleria: il nastro carta e la penna Bic, entrambi sono materiali poveri e “pop”, oggetti indispensabili nella quotidianità.

Quello che si vedrà in questo primo “capitolo” di RE-TAPE dal titolo #liberté #égalité #fraternité, è solo un primo atto della sua ricerca volta alla contemporaneità, una riflessione debordiana sulla società. Da icone come Déjeuner sur l’herbe di Manet e La Gioconda, che hanno segnato e segnano ancora oggi la storia, l’artista le ritrascrive e le ripercorre: così nascono “Bic – nic” e “Fade in Italy”.

Nella serie “Toy Story” 1, 2, 3, ad immagini di grosse icone di giochi della sua/nostra infanzia (Mickey Mouse, Barbie, supereroi …) vengono accostate immagini di scene di lotte e rivoluzioni contemporanee: Mickey-mouse diventa àncora di salvezza” per chi fugge dalla guerra, per chi si arrampica per raggiungere il mondo occidentale, chi per viverci e chi per distruggerlo, Barbie-girl corrisponde ad una minaccia, quella dell’emancipazione femminile nei paesi integralisti islamici e simbolo da abbattere, Bat-mobile rappresenta i nuovi casseurs che si battono contro il capitalismo, la globalizzazione e i simboli dello status americano mirando all’annientamento dei super eroi.

Fumatto mette in scena situazioni di scontro odierne, una visione del mondo oggettivata, tracciando con la sua penna “bic” uno spettacolo irreale di una società reale: in un mondo realmente rovesciato ciò che è vero diventa un momento surreale. La società mediatizzata è il contrario della lotta di classe, l’era globale ha spazzato via l’umanità, lasciando il posto ad una violenza permanente e un consumismo totale. Da una parte una società che consuma se stessa, dall’altra le masse e singoli individui lottano per la riaffermazione della libertà. La città resta il “teatro”, lo spazio, la zona della storia, perché centro del potere sociale, luogo di scontro e di possessione. La lotta diventa un gioco, il gioco diventa lotta.

Così i mini giocattoli, “Toys” e “gadget” rivisitati e trasformati, oggetti feticci contemporanei, mettono in luce come oggi il dominio della società sia preso da cose sopra-sensibili e futili. Questi gadget da lui ricreati esprimono ancora più amaramente il risultato della globalizzazione, in un momento dove le masse, popolazioni senza destino, fuggono da guerre e da terre sfruttate senza futuro e si muovono per fuggire verso la “terra promessa” del consumismo.

Infine i Meme, persone normali che diventano simboli, simboli di una contemporaneità e i Kiss, baci che si posano in maniera ironica su quelli che sono stati e sono oggi i volti più catastrofici della storia di ieri e di oggi, icone politiche che hanno mosso, distrutto terre e popoli. Chi fa più paura loro o chi li sta baciando? ( Manuela Oneto )

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